Con 49 sì, 3 no e un astenuto, la commissione Libertà civili e giustizia del Parlamento Ue ha dato il primo e importante via libera alle nuove norme privacy Made in Europe. Rafforzati gli strumenti sanzionatori previsti per chi violerà la direttiva, con multe  che potranno arrivare fino a 100 milioni di euro, o al 5% del fatturato dell’azienda giudicata colpevole. Anche l’obbligo per le imprese di dotarsi un privacy officer, non sarà basato sul numero dei dipendenti, ma sulla quantità e il tipo dei dati trattati, pertanto anche molte piccole imprese che rientreranno nei parametri, dovranno nominare un responsabile per la protezione dei dati.

Il voto del parlamento UE sul regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che in Italia prenderà il posto dell’attuale Dlgs 196/2003, arriva proprio mentre scoppia un nuovo datagate tra Usa e Francia e rappresenta, come ha osservato il commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding, un momento importante per la democrazia europea. Un provvedimento che rafforza e uniforma il diritto europeo sulla materia e che consentirà di ridurre i costi per le imprese, nonché di aumentare la protezione dei nostri cittadini, ha aggiunto Reding. Anche il Garante Europeo per la protezione dei dati, Peter Hustinx, ha commentato positivamente gli ultimi sviluppi circa la normativa sulla data protection, affermando: Il voto della commissione LIBE è un passo importante verso la protezione dei dati più forte ed efficace in Europa. Ci congratuliamo con il Parlamento europeo per come sta affrontando la sua responsabilità in questa fase essenziale ma complessa della legislazione.
Sulla proposta di regolamento del 25 gennaio 2012, in seguito a un’azione di lobby senza precedenti, era caduta una pioggia di 4.000 emendamenti. Un ostacolo che la commissione è riuscita a superare riducendoli a soli 104, accelerando così di molto i tempi della votazione. Ora il provvedimento, prima di essere approvato in via definitiva, dovrà ricevere il via libera di Consiglio e Commissione nel corso di un negoziato a tre con il Parlamento, il cosiddetto trilogo.
La normativa è di grande importanza per lo sviluppo dell’agenda digitale – tema al centro del vertice Ue di giovedì e venerdì prossimi 24 e 25 ottobre – perché prevede, oltre al meccanismo sanzionatorio, la creazione di un’unica normativa al posto delle 28 nazionali e di un’unica autorità di vigilanza. Il beneficio per le aziende è stato stimato in 2,8 milardi di euro l’anno. Inoltre vengono introdotti a livello comunitario il diritto all’oblìo e l’obbligo di esplicito assenso, quando necessario, all’utilizzo dei proprio dati personali